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Eurico
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Contents
• Origine
• Note
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Origine
Secondo il mwcwDiccionario biográfico español, Real Academia de la Historia, Eurico era il figlio maschio quartogenito del mwdare dei visigoti, mwdqTeodorico I e di Pedoca, figlia di mwdgAlarico Icite-ref-eurico-1-0[1], quindi fratello di mwewTorismondo, mwfaTeodorico II e mwfqFederico.
Ancora secondo il mwfwDiccionario biográfico español, Real Academia de la Historia, Teodorico I era un nobile visigoto, della casa dei mwgaBalti, imparentato con Valliacite-ref-teoderic-2-0[2]; alcune fonti sostengono che fosse figlio del mwhqre dei visigoti, mwhgVallia, secondo altre fonti figlio illegittimo del mwhwre dei visigoti, mwiaAlarico I; comunque nessuna fonte primaria consultata sostiene una di queste due tesi (mwiq(LA) mwigIORDANIS DE ORIGINE ACTIBUSQUE GETARUM, mwiw(LA) mwja#ES Fragmenta historicorum graecorum, Volume 4, mwjq(LA) mwjg#ES Idatii episcopi Chronicon, mwjw(LA) mwkaIsidori Historia Gothorum, Wandalorum, Sueborum, De origine Gothorum e mwkq(LA) mwkgAnastasii abbatis opera omnia).
Biografia
Sempre secondo il mwnwDiccionario biográfico español, Real Academia de la Historia, Eurico era nato nel 440 circacite-ref-eurico-1-1[1].
Dopo la morte nel 465 dell'imperatore mwpqLibio Severo, mentre suo fratello, Teodorico II, trattava con il mwpgMagister militum mwpwRicimero (figlio della sorella del re visigoto mwqaWalia), per un nuovo imperatore, una parte della nobiltà, che riteneva non più conveniente l'alleanza con l'mwqqimpero romano, ormai in dissoluzione, organizzò una congiura, con il tacito consenso di suo fratello Eurico, e nel 466 lo fece ucciderecite-ref-barker-4-0[4]; il fratello, Eurico, fu eletto re dei visigoticite-ref-pfister-5-0[5], come confermano Isidoro di Sivigliacite-ref-6[6], il mwtgChronicon Albeldensecite-ref-7[7] e il vescovo mwuwIdazio, che riporta che Eurico succedette al fratello, Teodorico IIcite-ref-idatii-8-0[8].
Il mwwqChronica Regum Visigotthorum cita Teodorico II, confermando che fu re per tredici anni (mwwgTheudoricus regnavit annos XIII)cite-ref-visigotthorum-9-0[9].
Divenuto re nel 466, Eurico cominciò subito ad attuare quella che sarà l'idea conduttrice della sua politica, il rifiuto totale di una sovranità, persino formale, dell'impero romanocite-ref-pfister-5-1[5].
Nel 466 inviò un'ambasceria a mwzqRoma, presso mwzgRicimero, che in mancanza di imperatore, reggeva le sorti dell'impero d'occidente, per ottenere il riconoscimento della sovranità visigota; non essendo stato raggiunto alcun accordo, Eurico iniziò una trattativa per un'alleanza con i mwzwVandali di mwaaGenserico e con i mwaqSuebi; ma quando, nel 467, gli imperatori d'occidente, mwagAntemio e d'oriente, mwawLeone I si accordarono e prepararono una grande flotta per attaccare il regno vandalo, la trattativa si arenòcite-ref-pfister-5-2[5].
Avvantaggiandosi delle difficoltà di Roma (dopo la parziale distruzione della flotta romano-orientale e l'assassinio del comandante della residua flotta, mwegMarcellino, nel 468 i Vandali avevano nuovamente il predominio nel mwewmar Mediterraneo), Eurico pose fine ai rapporti amichevoli con gli mwfaSvevi, con una guerra terribile, secondo il cronista mwfqIdazio, e, devastando la mwfgLusitaniacite-ref-idati-10-0[10], come riporta mwgwRafael Altamira y Crevea fece avanzare le sue truppe nella mwhapenisola ibericacite-ref-11[11], ricacciandoli nel loro antico dominio, nel nord del paese (nella mwiqGalizia)cite-ref-12[12].
Anche il mwjwChronicon Albeldense e mwkaIsidoro di Siviglia confermano che Eurico devastò la Lusitania e conquistò Pamplona e Saragozzacite-ref-albeldense-13-0[13]cite-ref-isido-14-0[14], mentre mwmqGregorio di Tours, nel suo mwmgHistoria Francorum riporta che Eurico, nel 467 circa, invase la Spagna e perseguitò i Cristiani in Galliacite-ref-15[15].
Poi nel 469 avanzò anche in mwoaGallia dove, a mwoqBourges, nel 470, batté i mwogBritanni del capo mwowceltico mwpaRiotamo, fedeli all'imperatore, ed espanse il suo regno nel nord, senza poter arrivare al mwpqfiume Somme, la linea di demarcazione del territorio dei mwpgFranchi, perché sconfitto dal mwpwmwqacomes mwqqPaolo. Allora si spinse nella valle del mwqgRodano e finalmente occupò mwqwArles, dove, sempre nel 470, sconfisse un esercito che l'imperatore d'occidente, mwraAntemio, aveva inviato per liberare la cittàcite-ref-pfister-5-3[5]. Occupò quindi l'mwsqAquitania prima, ponendo l'assedio a mwsgClermont, capitale dell'mwswAlvernia, che non poté essere aiutata dall'Impero d'Occidente, ma si difese strenuamente, sotto la guida di mwtaEcdicio, figlio dell'ex imperatore mwtqAvito, e dal poeta e, dal 470, vescovo mwtgSidonio Apollinarecite-ref-barker-4-1[4].
Nel 475, grazie all'intervento del vescovo di mwxaTicinum, Eurico sottoscrisse una pace, di cui non si hanno notizie molto accurate, con l'imperatore d'occidente mwxqGiulio Nepote ma lo costrinse a riconoscere questa sua totale autonomia (completa indipendenza da mwxgRoma, mentre i precedenti sovrani visigoti avevano ufficialmente regnato come mwxwmwyalegati dell'mwyqImperatore romano) sulla regione compresa tra la mwygLoira, il Rodano, i mwywPirenei, ed i due mari (inclusa l'mwzaAlvernia) oltre che su tutti i territori conquistati nella penisola iberica (i cittadini romani della Spagna riconobbero in Eurico il loro sovrano), in cambio della restituzione della regione gallica della mwzqProvenzacite-ref-17[17].
Quando l'mw2qimpero romano d'Occidente cadde, nel 476, egli aveva già conquistato gran parte della mw2gpenisola iberica. Dopo la deposizione dell'ultimo imperatore d'occidente, mw2wRomolo Augusto, ritenendo decaduto il trattato del 475 Eurico invase la valle del Rodano ed occupò tutta la Provenza, governata dai mw3aBurgundi, per conto di Roma, comprese le città di mw3qArles e mw3gMarsigliacite-ref-pfiste-18-1[18].
Nel 477 Eurico tentò l'invasione dell'mw8qItalia, ma fu sconfitto dalle truppe di mw8gOdoacre, che governava l'Italia; sempre nello stesso anno fu concluso un trattato, garante l'imperatore d'oriente, mw8wZenone che riconosceva la Provenza ai Goti, che si impegnavano a non intraprendere ostilità contro l'Italia, che in pratica spartì l'impero romano d'Occidente tra mw9aOdoacre ed Euricocite-ref-pfiste-18-2[18].
Nel 481 mw-gClodoveo divenne uno dei re de Franchi Salii e pare che abbia tentato di penetrare in territorio visigoto, ma Eurico, nei suoi ultimi anni di regno, lo seppe tenere a bada molto bene, come seppe tenere a bada le incursioni dei pirati mw-wSassonicite-ref-pfiste-18-3[18]. Il prestigio, che la potenza visigota si era creato, portò alcuni popoli, come gli mwaqaEruli, i Warni e i mwaqeTuringi, che si vedevano minacciati dai Franchi, a chiedere la protezione di Eurico, che permise loro l'esistenza politicacite-ref-20[20].
mwaq4Eurico fu il primo mwaq8Germano a codificare formalmente le leggi del suo popolo. Il mwaramwareCodice di Eurico, emanato negli anni Sessanta/Settanta del V secolo (e in gran parte giunto fino ad oggi), ha infatti codificato le tradizionali leggi affidate fino a quel momento alla memoria e all'oralitàcite-ref-pfiste-18-4[18]. Principale estensore del documento, che fu autenticato dal cancelliere Aniano, fu il primo ministro, Leone di Narbona.
Anche il mwarcChronicon Albeldense e mwargIsidoro di Siviglia confermano che Eurico fu il primo re a dare leggi scritte ai mwarkVisigoticite-ref-albeldense-13-1[13]cite-ref-isidor-22-0[22].
Eurico fece mettere per iscritto le leggi tradizionali visigote con il mwasmmwasqCodex Euricianus (circa 470) e da mwasuariano fu spesso in conflitto con i cattolicicite-ref-pfiste-18-5[18]. Una sua residenza fu l'attuale villaggio di mwasoAire-sur-l'Adour strategicamente importante per la sua posizione sulle vie di valico dei Pirenei.
Anche il mwatuHerimanni Augiensis chronicon, riporta la morte di Eurico e la successione di mwatyAlaricocite-ref-24[24], e mwatsGiordane riporta che morì ad mwatwArles nel diciannovesimo anno di regno, avendo in suo potere Spagna e Gallia e gli succedette il figlio mwat0Alaricocite-ref-jordanis-25-0[25]; infine il mwauiChronicon Albeldense conferma che morì ad mwaumArlescite-ref-albeldense-13-2[13], mentre Isidoro di Siviglia precisa che morì ad Arles di morte naturale (mwaugObiit Arelato Euricus morte propria defunctus)cite-ref-isidor-22-1[22].
Il mwau4Chronica Regum Visigotthorum cita Eurico, confermando che fu re per diciassette anni (mwau8Euricus regnavit annos XVII)cite-ref-visigotthorum-9-1[9].
mwavuEdward Gibbon, nel trentottesimo capitolo della sua mwavymwavcStoria della decadenza e caduta dell'Impero romano, afferma: «La fortuna delle nazioni è spesso dipesa dalle casualità; e la Francia potrebbe attribuire la sua grandezza alla prematura morte del re dei mwavgGoti, quando suo figlio mwavkAlarico II era un fanciullo indifeso e il suo avversario mwavoClodoveo un giovane ambizioso e valoroso».
La letteratura durante il regno di Eurico
Durante il regno di Eurico, i goti tra loro usavano la loro lingua, di cui purtroppo non ci sono rimasti altri documenti che i nomi propri; ma una parte della nobiltà e tutti gli alti funzionari comprendevano il latino. Il latino comunque rimase la lingua della diplomazia e del diritto. Sia Eurico che il suo predecessore, mwav0Teodorico II (che era stato avviato alla letteratura latina da mwav4Avito, imperatore romano d'Occidente, nel 455-456), protessero i letterati latini, tra cui il poeta, mwav8Sidonio Apollinare, il ministro, Leone ed il retore, Lampridio. Questo mecenatismo però non poté arrestare la decadenza delle lettere e della cultura.
Matrimonio e discendenza
Eurico aveva sposato Ragnilde, di cui non si conoscono gli ascendenti, che viene citata nelle mwawiSidonius Apollinarius Epistulæ (mwawmreginæ Ragnahildæ)cite-ref-26[26].
Eurico dalla moglie Ragnilde ebbe due figlicite-ref-27[27]:
• Una figlia di cui non si conosce il nome, che aveva sposato mwaxuRicimero (circa 405-472), che, verso il 460, aveva ottenuto il titolo di mwaxyPatrizio dell'impero romano d'occidente. mwaxcGiordane cita Ricimero come genero di Eurico (mwaxgcum Ricemere genero suo)cite-ref-28[28]. Queste nozze tuttavia non sono confermate dalle fonti, poiché Ricimero sembra aver sposato un'altra donna, Alipia, figlia di mwax0Antemio il nuovo mwax4imperatore d'Occidente. Come sostiene lo storico Ernst Barker, infatti, la frase di Giordane farebbe riferimento ad mwax8Antemiocite-ref-29[29].
Note
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cite-note-teoderic-22. ↑ mwazu(mwazymwazcES) mwazgmwazk#ES Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia - Teoderico I, su mwazodbe.rah.es.
cite-note-31. La statua di Eurico, che si trova nella mwaz4plaza de Oriente di Madrid, è una delle statue di monarchi spagnoli commissionate per la decorazione del mwaz8Palazzo reale di Madrid durante il regno di mwaaaFerdinando VI. L'idea iniziale era di usarle per adornare la cornice del palazzo; scolpite da Giovanni Domenico Olivieri (1706–1762) e mwaaeFelipe de Castro (1711–1775), non furono mai collocate nelle posizioni per cui erano state scolpite, ma furono piazzate in altri luoghi della città: Plaza de Oriente, mwaaiparco del Retiro, mwaamporta di Toledo. Alcune furono posizionate in altre città.
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Bibliografia
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• mwapm(LA) mwapqMonumenta Germaniae Historica, Auctorum antiquissimorum, tomus VIII, Apollinaris Sidonii Epistulae et carmina.
• mwapy(LA) mwapcMonumenta Germaniae Historica, Scriptores (in Folio) (SS), tomus 5, Herimanni Augiensis Chronicon.
Letteratura storiografica
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• mwap0Ernst Barker, L'Italia e l'occidente dal 410 al 476, in Storia del mondo medievale, vol. I, 1999, pp. 373-419.
• mwap8Maurice Doumoulin, Il regno d'Italia sotto Odoacre e Teodorico, in Storia del mondo medievale, vol. I, 1999, pp. 420-444.
• mwaqeChristian Pfister, La Gallia sotto i franchi merovingi: vicende storiche, in Storia del mondo medievale, vol. I, 1999, pp. 688-711.
• mwaqmRafael Altamira, La Spagna sotto i Visigoti, in Storia del mondo medievale, vol. I, 1999, pp. 743-779.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
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• mwark(EN) Edward Gibbon, mwaromwarsHistory of the Decline and Fall of the Roman Empire mwarwArchiviato il 17 agosto 2004 in Internet Archive. Capitolo 38
• Manuel Jesús García-Garrido, mwar8mwasaSocietà, diritto e istituzioni nei papiri ravennati (V-VIII secolo), in "Atti del convegno", 14-15 maggio 2010.
• mwasi(EN) Foundation for Medieval Genealogy: KINGS of the VISIGOTHS in TOULOUSE 418-531 - EURIC, su fmg.ac.